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Elisabetta Antonini - Cantante jazz e vocalist. Jazz singer

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Elisabetta Antonini

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"NUANCE": VOCE E ARPA NEL PROGETTO DI ELISABETTA ANTONINI E MARCELLA CARBONI

 

 

Chiara Padellaro

25 OTTOBRE 2011


 

ROMA "Nuance" è l’originale progetto che vede fianco a fianco Elisabetta Antonini alla voce e Marcella Carboni all’arpa. Undici brani che spaziano dai classici di Guinga e Jobim a composizioni poetiche dell’Antonini al jazz verace di "Lazy Afternoon".

"Nuance" è l’essenza di un duo che prende le forme più diverse: da un lato l’arpa dalle sonorità camaleontiche, a tratti chitarristiche, o che talvolta fanno pensare alla sicura presenza di un basso, di Marcella Carboni e dall’altro lato la voce di Elisabetta Antonini, matura ed esperta, dal timbro velato ma pungente che diventa strumento nelle sue improvvisazioni, ma anche voce narrante capace di aggiungere con gusto quel tocco classico che ben si sposa con le corde pizzicate. Entrambe le artiste mostrano di essere a proprio agio con l’elettronica, che spesso dà il vero senso all’interpretazione dei brani arricchiti da questo accostamento tra antico e moderno.

L’esperimento dell'inedito duo nasce da un incontro al Nuoro Jazz per tramite di Angelo Palmas e Paolo Fresu: "Nuance" è il frutto di una sperimentazione senza limiti e di una forte intesa tra le due musiciste di spessore, in grado di essere in simbiosi e di sapersi valorizzare a vicenda.

Elisabetta Antonini, jazz singer ormai di esperienza, si è formata musicalmente tra gli Stati Uniti e l’Italia sotto la guida di preziose figure del jazz contemporaneo, da Norma Winstone alla nostrana Maria Pia De Vito a Murphy, Harris e Bob Stoloff. Marcella Carboni è invece una rara quanto unica arpista jazz che, dopo gli studi classici comunemente legati a questo strumento, si è impegnata per trovarne uno sviluppo compositivo e interpretativo. La sua è esplorazione mista a meraviglia che in questo disco dimostra, con sorpresa per l’ascoltatore, quanto l’arpa abbia numerosissime possibilità espressive e diversità di generi e di suoni. In grado così di spaziare dal jazz al pop, dal soul alla musica elettronica, il risultato non è quello di un "adattamento" dello strumento a generi diversi: piuttosto l’arpa ne esce perfettamente calzante e quasi, come nella bossanova, valorizzante.

Il disco si apre, per l'appunto, con "Choro pro Zé" di Guinga: l’interpretazione sensuale di Antonini va a braccetto con le corpose risonanze dello strumento, il quale riempie più della chitarra cui siamo abituati, impreziosendo questo come gli altri brani di tocchi quasi magici, orientali o fiabeschi.

Quest’ultimo tipo di atmosfera è evocata dal brano "Circe" con il suo incipit magico e misterioso grazie all’uso degli effetti: un basso-arpa costante in sottofondo segna la strada ad una "maga" che canta, accostandosi allo strumento che talvolta si distacca come una farfalla che spicca il volo colorando lo spazio circostante.

"From a dream" è invece un inciso di poco più di un minuto in omaggio al grande chitarrista Towner. Antonini e Carboni in questa allegra e classicheggiante composizione si trasformano entrambe in una chitarra come se fossero un unico strumento .

Con "Lazy afternoon" si scopre l’anima jazzistica del duo. Un inizio etereo, dai tempi dilatati che rendono l’idea del "pomeriggio pigro", lascia spazio a un walking bass che segna un tempo più calzante, sul quale prende il via l’improvvisazione effettata della vocalist, per poi tornare al tempo "lazy".

"Cerco il mare" è un brano di Antonini, già presente nel disco "Un minuto dopo" per il quale la cantante e compositrice ha musicato il testo scritto da Marina Tiezzi: musica e parole si fondono perfettamente, quasi una metafora dell’aria, di ciò che sta in alto e vola o viene trasportato dalle onde del mare. Anche la traccia "Parole e ali incerte" è una composizione della cantante, che questa volta si è cimentata in un testo di Paola Massero - autrice anche di "On the rope" -: voce angelica e delicata in un brano anch’esso dalle tinte eteree.

Un altro omaggio alla bossanova è "Luiza", musica di Jobim, e non poteva essere altrimenti data la resa così piacevole del duo su questo genere, forse il più calzante alla formazione.

Si passa poi a un brano ancora ricco di elettronica, linea di basso ben presente e un’improvvisazione di Antonini dal groove spiccato e dall’intenzione blues: è "Tutu (Resurrection Blues)" di C. Wilson e M. Miller. Ottima la riuscita anche del classico "Summer Samba (So Nice)" in questa versione così dolce e morbida.

Infine "Sea Lady": anche se inevitabilmente più essenziale rispetto all’originale, Antonini mantiene l’intenzione di Norma Winstone nella sua interpretazione tesa a sottolineare il senso delle parole.

Il disco, registrato e mixato da Stefano Amerio presso l’ArteSuono Recording Studio di Cavalicchio (Udine) tra fine maggio e primi di giugno 2011, è stato presentato ufficialmente all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 6 ottobre scorso. Prodotto da Sergio Cossu e distribuito dall’EGEA, è anche acquistabile su iTunes. Sul sito della cantante, www.elisabettaantonini.com, sarà possibile venire a conoscenza delle date di promozione del lavoro, presto anche all'estero.

 

 

Giulio Cancelliere

Posted by gcanc on 29 ottobre 2011

Quando sembra che tutto sia già stato detto, scritto e suonato, è in quei momenti che la creatività rialza la testa e un progetto occasionale, nato durante un incontro didattico in Sardegna, diventa qualcosa di destinato a crescere e durare nel tempo. Voce e arpa, un connubio inedito nell’ambito di quello che ci ostiniamo a chiamare jazz, ma che ha assunto da tempo connotazioni sempre più variegate. E tuttavia, l’afflato sperimentale riconduce a quella musica, sia nelle composizioni originali, come Circe, dal tema fortemente mediterraneo, con la voce di Antonini che vola sulle onde di un ostinato continuo e le bizze dell’arpa impazzita di Carboni, sia nei temi “importanti” come la maestosa Tutu di Miles Davis, nella versione di Cassandra Wilson (Resurrection Blues), dove i due strumenti raggiungono vertici emotivi di grande intensità, anche grazie ad efficaci artifici elettronici. From A Dream di Ralph Towner è un micro-gioiello e Lazy Afternoon ha quella esoterica  sonnolenza di un dopopranzo d’agosto che si tuffa nell’onirismo di Cerco Il mare. Il Brasile tradotto dal duo Antonini-Carboni ha i tratti di Guinga (Choro Pro Zè), Jobim (Luiza) e Marcos Valle (Summer Samba), tre diverse generazioni e visioni del più straordinario Paese del Latinoamerica. Ancora due composizioni originali, Parole e Ali Incerte, una breve ballad dall’originale articolazione melodica e On The Rope, dall’incedere latineggiante, prima della conclusiva Sea Lady plasmata dalla delicata poetica di Kenny Wheeler e vestita delle liriche di Norma Winstone. Nuance è un album che cattura l’attenzione, in prima battuta per la peculiarità del suono e poi non ti si scolla più di dosso.

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"I have just heard a fantastic recording honouring the Beat Generation and to say this recording is wonderful would definitely be an understatement.
I'm thrilled that a group of beautiful young musicians have shown such tremendous depth and understanding for my heroes. The Beat Goes On is a recording full of great musicianship, strong knowledge of the bebop era and a deep, soulful understanding of jazz".

Sheila Jordan

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